commento di un caro amico al referendum del SI al Dal Molin

LA LEZIONE DEL REFERENUDUM DI VICENZA

Può capitare che una persona mite, tranquilla, che vive del suo lavoro e degli affetti della famiglia, un giorno si trovi davanti a un evento che giudica insopportabile, intollerabile e decide di agire, e può agire scegliendo tra due strade, quella della violenza e quella della nonviolenza.

La prima via probabilmente lo mette al sicuro, il violento è vigliacco, nasconde il viso colpisce e fugge lasciando scie di sangue, nessuno sa chi sia, si nasconde dietro una sigla e una bomba. Ma il gioco si complica, capisce che per mettere fine all’evento che ha scatenato la sua rabbia deve necessariamente sovvertire il Sistema, deve avere lui il dominio sulle cose per decidere, lui deve diventare il Sistema: il suo obiettivo cambia.

La scelta nonviolenta è complicata, ammette solo una violenza: quella su sé stesso. Il nonviolento non si nasconde, mostra la sua faccia, si manifesta, si rende riconoscibile, dialoga, schiamazza per rendersi riconoscibile, accetta l’insulto e lo sputo, perché il nonviolento non vuol far male a nessuno, men che meno al suo avversario o al suo nemico. Il nonviolento sa che inizialmente sarà considerato una macchietta, ci vorrà molto tempo per essere riconosciuto come un portatore di istanze e solo allora verrà combattuto con ogni mezzo. Da quel momento ogni sua azione verrà enfatizzata in negativo dal suo avversario, troverà mille ostacoli, soprattutto perché le sue azioni andranno a scontrarsi contro forti interessi economici.

Questo è accaduto anche a Vicenza.



Alcune persone non volevano assolutamente che il loro territorio diventasse ancora di più una base di lancio per azioni di guerra nel mondo. Ci sono state persone che sentivano le loro mani lordate del sangue di fratelli ammazzati per mantenere un benessere a pochi e non potevano più tollerarlo. Si sono fatti coraggio e hanno reso palese il loro disagio, hanno deciso di spiegare ai loro concittadini, anche a coloro che su quei voli guadagnavano, che poteva esserci un modo pulito di vivere.

La storia del Dal Molin è rintracciabile in internet, per cui la tralasciamo, ma le molte azioni di coinvolgimento e di disturbo perché la base militare si allontanasse dal territorio vicentino sono state molteplici. E molte sono state le risposte dai politici che si sono succeduti al governo del Paese, ma andavano tutte in un’unica direzione: ‘quell’allargamento s’ha da fare!’, arrivando alla soluzione finale del Consiglio di Stato che ha accolto la sospensione del referendum del 5 ottobre perché ‘ha per oggetto un auspicio del Comune al momento irrealizzabile’, insomma perché a Roma hanno detto no. E mi è venuto in mente lo slogan ‘padroni a casa nostra’ della Lega, che in questo caso ha accettato di essere un po’ meno padrona; vorrei capire che cosa intendono costoro per essere padroni a casa loro.

Ma quel che è peggio è che non si sono sentite migliaia di voci allarmate per quello che stava accadendo o, forse, non sono state ascoltate dai media, ma un leader di partito non avrebbe dovuto parlare d’altro, un giornalista non avrebbe dovuto trattare altro argomento.

La deviazione fascista che ha preso questo paese è drammatica e, a opinione di chi scrive, non è iniziata con l’ultimo Governo, è partita un po’ prima, da quando i politici, con la scusa di Berlusconi, si sono votati dei privilegi che hanno evitato la galera e la mano libera non solo a Berlusconi e ai suoi amici, ma anche agli amici del centrosinistra.

Quando parlo di Fascismo non intendo parlare di dittatura, cosa che ormai ci risulta facile associare, ma parlo di un autoritarismo che non lascia spazio al dialogo, non si va in galera per il reato di opinione, ma non si viene nemmeno ascoltati, la politica non è cosa del popolo.

Che non ci vogliono più ascoltare è stato chiaro con la decisione del Consiglio di Stato di annullare un referendum consultivo, dove si chiedeva solo un’opinione ai vicentini, non era un referendum che obbligava a intraprendere una strada (anche se abbiamo visto che cosa se ne fa delle scelte di un referendum un Paese a valenza fascista).



Io sono convinto che quel referendum coloro che non volevano la base del Dal Molin l’avrebbero perso, la nonviolenza non è un valore della maggioranza, avremmo già ritirato i soldati dall’Afghanistan, mentre il denaro è diventato il valore più grande, ha detronizzato Dio da un pezzo.

Ma era un segnale comunque forte che Vicenza dava al Paese e al mondo: l’autodeterminazione è sacra.

Poi i nonviolenti avrebbero comunque continuato la loro azione, dalla loro hanno la fantasia e la consapevolezza di essere nel giusto.

Una lezione da Vicenza comunque ci è arrivata, il referendum lo si è fatto, come aveva annunciato il sindaco, se non potevano usare le scuole avrebbero votato davanti alle scuole e così la gente si è accodata davanti ai molti gazebo, e considerando che i media avevano fatto capire che il voto era inutile, considerando i molti che avevano gioito per la sentenza del Consiglio di Stato, considerando anche la disaffezione per la politica, sapere che su 84.349 persone che potevano andare a votare 24.094 si sono presentate è un gran risultato.

Adesso le due fazioni strumentalizzeranno il risultato, coloro che non vogliono la base diranno che il 95,66% dei votanti non vuole la base, quindi il referendum da ragione a loro; quelli che invece la base la vogliono diranno che il 72,67% (ovvero coloro che non sono andati a votare e coloro che hanno votato no) sono favorevoli alla base, quindi si può porre la voce fine su questa vicenda.

Ma l’unico risultato vero che è emerso da Domenica è che 24.094 Vicentini hanno difeso il diritto di esprimersi, hanno fatto capire che la politica appartiene al popolo, che non sono disponibili a deleghe in bianco,quella di domenica è stata una grande giornata di educazione civica.

La persona mite, tranquilla che, indignata per quello che stava accadendo a casa sua, ha deciso di agire in modo nonviolento deve comunque essere felice: ha scoperto che un quarto dei suoi concittadini sono vivi, vogliono contare, partecipare, non sono disponibili a farsi calpestare, sono ‘padroni a casa loro’.

Da parte mia mi sento di dover ringraziare i 24.094 Vicentini, al di là della loro preferenza, per la lezione di alta politica che hanno insegnato a tutti noi e soprattutto ai giovani.

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Martedi 30 settembre 2008 ore 19.00 – Consiglio Comunale di Caldogno

Carissimi che passate e ci leggete ogni tanto…vi invitiamo al prossimo consiglio comunale di caldogno…mancano pochi giorni e ci stiamo preparando con gli incontri dei 5 consiglieri del nostro gruppo coordinati dal capo gruppo consigliare LOVO SERGIO.

 

A giorni oppure ore…a seconda di quando arriva il bando portato dal Messo comunale, inseriremo gli ODG esatti ed eventualmente modificati.

 

 

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5 ottobre – referendum contro la costruzione della BASE MILITARE a Vicenza

VICENZA E IL REFERENDUM DEL 5 OTTOBRE PROSSIMO

Il 5 ottobre prossimo i cittadini di Vicenza saranno chiamati a rispondere al seguente quesito referendario:
‘E’ Lei favorevole alla adozione da parte del consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del
procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’area aeroportuale ‘Dal Molin’ – ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense – da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?’

Noi invitiamo i cittadini di Vicenza di andare a votare e di votare Sì.
È un momento importante per coloro che credono che la Pace si può raggiungere anche partendo dai piccoli gesti. Coloro che credono che il dialogo e l’armonia tra le genti è cosa possibile, seppur faticosa, non possono trascurare questo grande momento di vita politica, questa scelta a cui sono chiamati. Un momento che sicuramente non metterà la parola fine a questa vicenda, ma che evidenzierà la vocazione dei Vicentini alla bellezza e al rispetto di chiunque, sancirà la loro volontà a crescere senza il bisogno di scaricare bombe su altre cittadini lontani chissà quanti chilometri da loro.

Chi crede nella Pace, da non confondere con la vita pacifica, si presenti fiducioso alle urne. Coloro che si definiscono Cristiani per primi, la costruzione del Regno di Dio, a Vicenza, passa anche attraverso la croce posta sul Sì di una scheda referendaria.

Chi crede nella Pace non deve temere chi li insulta perché vedono minacciata la loro fonte di guadagno, costoro credono che la perdita della presenza a Vicenza dei militari statunitensi significa la rovina economica. Non è così, bisogna aiutarli a vincere le loro paure.

Forza Vicenza, rendi orgoglioso il tuo Paese!

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news sul dal Molin … nel frattempo i consigli comunali vanno a rilento!!

video su il-boccale-di-vicenza.noblogs.org
foto su altravicenza.it e nodalmolin.it

Un gruppo di cittadini del Presidio Permanente NO DAL MOLIN ha occupato simbolicamente questa sera la Basilica Palladiana, simbolo di Vicenza e del suo patrimonio artistico. Sono donne e uomini, adulti e giovani che, come tanti vicentini, vogliono impedire la costruzione di una nuova installazione militare.
La nostra città, patrimonio Unesco, per le tante opere architettoniche che ospita, è minacciata dalla costruzione di una nuova base militare Usa presso l’aeroporto Dal Molin, situato ad appena 1500 metri in linea d’aria dalla Basilica.
Un’opera devastante, che la comunità locale contrasta da mesi, ma che Governo e amministrazione locale vorrebbero imporre contro la volontà – più volte espressa – dei cittadini. La Basilica che si trova di fronte a palazzo Trissino (sede del consiglio comunale) rappresenta da questa sera la sede dell’Altrocomune, luogo simbolo di tutti coloro che non si sentono rappresentati da quanti hanno svenduto la città per un pugno di dollari.
La nostra iniziativa ha un contenuto fortemente simbolico in difesa della città del Palladio, del suo territorio e del futuro dei suoi abitanti.
Dopo il 17 febbraio su Vicenza è calato il silenzio mediatico, ma il movimento ha continuato a vivere e costruire iniziative. In questi giorni l’ambasciatore Spogli, il generale Helmick e i vertici militari italiani si incontrano per discutere la realizzazione dell’installazione militare; si moltiplicano le voci di una possibile imminente firma del Governo per la cessione dei terreni. Noi vogliamo ribadire la nostra determinazione nel continuare a batterci pacificamente contro questa nuova base di guerra.
Alla vigilia del cinquecentenario del Palladio, il nostro territorio è minacciato dall’arroganza di quanti, a Vicenza come a Roma, vorrebbero decidere senza tenere in alcuna considerazione la comunità locale e la volontà dei cittadini.
Noi abbiamo sempre detto che il futuro è nelle nostre mani e che resisteremo un minuto in più di chiunque voglia costruire la base.
Questa sera abbiamo occupato la Basilica del Palladio per riappropriarci della nostra città e del nostro futuro.
Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione di giovedì 19 aprile – ritrovo ore 18 in piazza Matteotti – che si concluderà sotto le finestre del consiglio comunale in piazza dei Signori.
Vorrebbero mettere a tacere quanti sono contrari alla nuova base: col fragore delle nostre pentole faremo sentire quanto forte è la nostra voce.
Difendiamo la terra per un futuro senza basi di guerra.

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VICENZA: CITTADINI CONTRO IL DAL MOLIN CONTESTANTO CONSOLE GRAZE



La console generale degli Stati Uniti Graze è stata oggi contestata dai cittadini vicentini contrari alla costruzione del Dal Molin.

Miss Graze era in visita presso la Biblioteca pubblica Bertoliana; appresa la notizia un centinaio di persone, autoconvocate in mezz’ora attraverso sms, ha manifestato con bandiere e pentole davanti alla biblioteca e, con un pacifico sit it, ha bloccato e ritardato la ripartenza dell’auto della console.

Quella di oggi è solo l’ultima di tante iniziative che si sono svolte dopo il 17 febbraio a Vicenza contro la costruzione della nuova base; quel sabato decine di migliaia di persone avevano manifestato dietro lo slogan ‘resisteremo un minuto in più’; ricordiamo agli sbadati che il movimento vicentino è ancora qui, deciso a bloccare una nuova installazione militare nel proprio territorio. Il sit in pacifico di oggi ne è l’ennesima dimostrazione.


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Presidio Permanente NO Dal Molin
Via Ponte Marchese – Vicenza
www.nodalmolin.it
www.altravicenza.it

IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI
Difendiamo la terra per un domani
senza basi di guerra
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Proposta per il nostro sindaco…

 

Consigliere comunale :   Lovo Sergio

In qualità di capogruppo della lista civica ‘ Partecipazione e Impegno ‘       

 

 

Alla attenzione consiglio comunale di Caldogno.

 

 

Oggetto : Ringraziamenti al Sig. Marcello Vezzaro Sindaco di Caldogno

 

 

 

 

 

 

 

Io sottoscritto Lovo Sergio a nome della lista civica ‘ partecipazione e impegno ‘ che in qualità di capogruppo qui rappresento, desidero esprimere all’intero consiglio comunale la mia gratitudine al sig. Marcello Vezzaro sindaco di Caldogno e al sig. Ferdinando Capozzo assessore del Comune, per avere partecipato con ufficialità alla straordinaria manifestazione che si è svolta a Vicenza in data 17/02/2007 al fianco dei cittadini di Caldogno, dove si è voluto ribadire NO al Dissennato progetto della Base militare U.S.A. nel sito dell’ aereoporto Dal Molin di Vicenza.

 

Auspico nel contempo che questa sua presa di posizione molto chiara possa rappresentare da qui in avanti anche l’espressione dell’ intero consiglio comunale e che tramite questa amministrazione possano essere adottate tutte le metodologie democratiche , legali e civili al fine di imperdire la fattibilità e la realizzazione della nuova BASE MILITARE U.S.A. AL DAL MOLIN.

 

 

 

 

 

 

 

 

Caldogno          /         /                                             In fede  

 

                                                                                     Lovo  Sergio

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messaggio dal presidio … e noi di Caldogno cosa si fà?

STATECI LONTANI TUTTI! IL FUTURO E’ NELLE NOSTRE MANI!

La giornata di sabato 17 febbraio sarà
straordinaria per la nostra città, invasa
pacificamente e rumorosamente da migliaia di donne e
uomini, di giovani e meno giovani, uniti dal No al Dal
Molin. Una giornata che riproporrà, con le forme e i
metodi che questo movimento ha scelto per costruire
partecipazione e consenso, il dissenso contro la
decisione di imporre scelte sulle teste dei cittadini;
determinare a tavolino il futuro di un’intera comunità
è una violenza inaccettabile.

In questi giorni assistiamo al tentativo di
delegittimare il movimento di cittadini di Vicenza che
da mesi si sta mobilitando contro la nuova base Usa al
Dal Molin, ed era ampiamente prevedibile. Questo
movimento, per la sua stessa esistenza, apre delle
contraddizioni ineludibili alla politica e alle sue
forme di rappresentanza. Un movimento nato dal
riscoperto interesse della comunità locale per la
gestione della res pubblica, capace di bypassare i
confini delle appartenenze, per mettere al centro il
bene comune. Un movimento che ha sempre giocato a
carte scoperte, alla luce del sole, suscitando la
passione di moltissimi uomini e donne, di giovani che,
insieme, si sono ritrovati per salvare la città da un
progetto folle, da un futuro compromesso. Si è
ritenuta illegittima una decisione presa da pochi a
danno di molti. Una città che si è riscoperta tradita,
e che ha deciso di mobilitarsi, per resistere un
minuto di più di coloro che la base la vorrebbero; un
movimento plurale e composito che deciso che lottare
collettivamente era legittimo e necessario, in forma
pacifica ma determinata, gioiosa ma consapevole.

Questo evidentemente ha dato fastidio a molti.

Si vorrebbe soffocare questa straordinaria
mobilitazione, seppellendola sotto ridicole allusioni,
tentando di limitarne l’agibilità e il consenso
diffuso. Si vorrebbe indurre i cittadini ad avere
paura, ad allontanarsi, a non partecipare. La forza di
questo movimento è invece nella partecipazione della
comunità locale, nella forma aperta di relazione tra
uomini e donne di questa città. Altre cose non ci
appartengono, non ci interessano; allo stesso tempo
non vogliamo essere tirati dentro un meccanismo
politico e mediatico che con noi non c’entra
assolutamente nulla.

Questo è un movimento maturo, con gli anticorpi per
respingere l’incunearsi di virus dannosi. Quindi
ribadiamo a tutti coloro che vorrebbero delegittimare
o cavalcare questa comunità straordinaria che ci
stiano lontani. Noi vogliamo continuare a lottare, a
mobilitarci, a metterci pacificamente in gioco, perchè
farlo è legittimo; non accetteremo nessuna
delegittimazione e criminalizzazione della
partecipazione e della mobilitazione, delle lotte
condivise e legittime di una comunità.

Stateci lontani tutti!
Il futuro è nelle nostre mani!


Presidio Permanente contro il Dal Molin




Vicenza, 15 febbraio 2007



per info: Olol Jackson 338/1212235 Cinzia Bottene
338/5948459







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Messaggio della rete Lilliput!! su sabato 17 a vicenza —no dal molin

Lilliput Notizie – febbraio 2007

Rete Lilliput alla manifestazione di Vicenza

Rete di Lilliput è presente alla manifestazione di Vicenza di sabato 17
febbraio per affermare la decisa contrarietà a scelte che sostengono la
costruzione della guerra e sono contrarie ai principi espressi nella
nostra Costituzione; per ribadire che la democrazia non significa imporre
le decisioni dall’alto, ma coinvolgere i cittadini sulle scelte che li
riguardano; per chiedere al governo di assumersi la responsabilità di
confrontarsi con la diffusa ostilità della popolazione alla nuova base
militare e di essere ‘coerente col proprio programma al cui centro c’è la
pace’.

Rete di Lilliput aderisce all’appello del ‘Coordinamento dei Comitati No
al Dal Molin’ e all’appello del ‘Presidio permanente’ (sul sito
www.altravicenza.it) nel rispetto della pluralità delle varie anime che
stanno dando vita al movimento vicentino di resistenza ‘No DAL MOLIN’ e
per questo invita a partecipare al corteo unitario che vuole essere
pacifico, di popolo, non violento e colorato.

È importante essere consapevoli che il riarmo mondiale e il persistente
clima di guerra sono aspetti non estranei alla vicenda di Vicenza, che è
destinata a diventare un nodo importantissimo per i nuovi assetti militari
mondiali. La nuova base militare Dal Molin (base non ‘NATO’ ma ‘SETAF’,
ovvero Statunitense, territorio Statunitense):

spreca enormi risorse economiche ed energetiche che potrebbero essere
utilizzate per affrontare i gravi problemi della povertà e marginalità che
producono morti innocenti e tensioni locali e internazionali;
prepara e realizza la guerra preventiva che nulla ha a che vedere con la
difesa delle popolazioni civili;
distrugge l’ambiente, non solo per l’impatto legato alla cementificazione
di uno dei polmoni verdi di Vicenza e il consumo d’acqua che deriverebbe
dal suo utilizzo, ma anche per le attività altamente inquinanti che le
basi militari portano sempre con loro, non da ultimo l’inquinamento
acustico.
Per tutti questi motivi, assieme a molte altre associazioni, gruppi,
cittadini in modi diversi e originali:

Diciamo NO alla nuova base militare Dal Molin

Diciamo SI
SI alla legalità, si alla nostra Costituzione (nel rispetto dell’art. 11
‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti’)
SI alla tutela dell’ambiente, si ad uno sviluppo sostenibile equo e
solidale (chiediamo la moratoria di qualsiasi progetto, affidamento di
incarico o inizio di lavori, anche a servizio della base, prima di una
Valutazione di Impatto Ambientale dovuta per legge in questi casi)
SI alla partecipazione dei cittadini nella scelta del futuro proprio e dei
propri figli (chiediamo la desecretazione degli accordi militari NATO e
bilaterali Italia-USA; ribadiamo la volontà di un referendum popolare)
Informazioni logistiche:
Al fine di rendere più agevole la partecipazione al corteo da parte delle
famiglie e associazioni/organizzazioni che si riconoscono nel stile
lillipuziano/nonviolento, abbiamo deciso di evitare di riunirci nell’area
vicino alla stazione ferroviaria in quanto affollatissima per l’arrivo dei
manifestanti da ogni parte d’Italia.

Il ritrovo di Rete di Lilliput è fissato nell’ampia area verde sotto le
mura di Viale Mazzini alle ore 13.00 (a 15 minuti di cammino dalla
stazione) con l’invito ad unirsi per attendere gioiosamente con giochi,
canti e colori di unirci alla manifestazione.

Rete di Lilliput – www.retelilliput.org
Per contatti con il nodo Rete di Lilliput di Vicenza:
Silvano Caveggion 338 7878893 – Pippo Magnaguagno 335 7266097

Hanno segnalato che si troveranno all’appuntamento di via Mazzini, oltre
al nodo di Vicenza della Rete Lilliput, anche delegazioni dei nodi di
Verona, Trentino, Val Sangone, Piacenza, Modena, Empoli, Roma, Napoli,
Pavia, Lecco, Palermo. Ci saranno anche il MIR Movimento Internazionale
della Riconciliazione, Gocce di Giustizia, Unicomondo, Gruppi Scout,
Vicenza attiva, e gli altri che si vorranno aggiungere nelle ultime ore…
Lo spirito e le modalità di partecipazione sono le stesse dei Beati i
Costruttori di Pace e delle Famiglie per la Pace, che si ritrovano in un
punto diverso dal nostro per esigenze squisitamente logistiche.

Per approfondire:
Ultime notizie sul sito www.altravicenza.it
Testo dell’appello promosso dal Coordinamento dei Comitati ‘No Dal Molin
Appello del Presidio Permanente contro il Dal Molin
Blog dal presidio permanente
E ancora…
Questo volantino dà una visione aerea del problema, osservate la foto che
vi aiuta a capire che la nuova base si inserisce in un contesto altamente
urbanizzato e a solo 1,8 KM dal centro storico di Vicenza e dalla basilica
del Palladio.
Questo documento è l’intervento di Cinzia Bottene svolto nel consiglio
comunale di Caldogno (ricordo che mentre il comune di Vicenza si è
espresso con una risicata maggioranza 21 su 41 a favore della base, il
comune di Caldogno si è espresso ad unanimità contrario alla nuova base).
Questo articolo invece denuncia le impressionanti esigenze idriche ed
energetiche della nuova base, misurate sulle richieste fatte
dall’amministrazione USA. La rielaborazione dei dati è stata fatta
dall’Ing Eugenio Vivian dei comitati dei cittadini contrari alla baee.
Questo articolo riporta la posizione di Edy Salzano emerito professore
all’università di Venezia e noto urabanista veneto. Edy Salzano boccia
completamente il progetto.
Questo documento dà un’idea dell’elevato tasso di militarizzazione del
territorio vicentino. Il documento è stato elaborato anche con il
contributo del nodo vicentino della rete lilliput.
Molti altri documenti sono disponibili nel dossier di www.altravicenza.it

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appuntamenti …NO al dal Molin nuova base americana in Vicenza

domenica 11/02/2007 – ore 7.30: Ferrara- Bologna – Stazione ferroviaria di Ferrara e si prosegue lungo l´antica ‘via della seta'(compatibilmente con il tempo a disposizione, il numero di partecipanti e il meteo)
M´illumino di meno…da Prodi in bici
Continuazione del percorso che lega Vicenza e il suo bilancio energetico, con Bologna, residenza del presidente del consiglio Romano Prodi. In particolare l´evento è legato alle previsioni di consumo della nuova base al Dal Molin, da qui la necessità di un incontro voluto da cittadini/ciclisti ‘come Prodi’.
Note: ore 7:30 stazione ferroviaria di Ferrara in bici(efficiente)
organizzatore: portinari@davide.it


domenica 11/02/2007 – ore 16.00: Vicenza-Caldogno – Presidio permanente
Veglia di preghiera per la Pace
Non lasciate che si spenga la speranza di cieli e di terra nuova.
Non ci può essere gloria nei cieli, se non c’è pace in terra, Gandhi
Forgeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci, profeta Isaia
veglia dalle 16.00 alle 1.300

organizzatore: parrocchia di Caldogno (0444 585027) e di Quinto (0444 356057)


domenica 11/02/2007 – ore 17.00: Vicenza – Auditorium Canneti
Paul Ginsborg: La democrazia che non c´è

Il nostro mensile in uscita sabato 3 feb è intitolato ‘Vicenza. Terra e libertà’, e lo presenteremo domenica 11, a Vicenza, insieme al libro di Paul Ginsborg ‘La democrazia che non c´è’ [Einaudi], presente lo stesso Ginsborg, oltre a Marco Revelli e ad altri. Carta cerca di essere il mezzo di comunicazione, anch´esso invisibile agli occhi dei grandi media e della politica, del vasto movimento cittadino che dalle redazioni importanti e dai palazzi della politica non si vede. E´ quel che anni fa, nello scetticismo della gente di sinistra, chiamammo ‘cantieri sociali’.
Note: ingresso libero
organizzatore: Rivista Carta


lunedì 12/02/2007 – ore 14.30: Vicenza – Istituto Fogazzaro -ctra. Burci
la scuola contro il Dal Molin
Assemblea degli insegnanti e degli studenti
per promuovere la mobilitazione
del mondo della scuola
per la manifestazione del 17 e oltre


organizzatore: comitato nodalmolin del Fogazzaro
comitato nodalmolin dell´ex-Martini
coordinamento scuole di Vicenza



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Nuova operazione che vediamo e pubblicizziamo…!! senza peso alcuno

 

 

Affinché questo sogno si possa verificare, occorre un’enorme mobilitazione e grande impegno da parte di moltissimi.
Quindi proponiamo di inviare in numero spropositato di email o, chi non ne avesse la possibilità, cartoline postali, al Corriere della Sera (cormil@rcs.it – Corriere della Sera – via Solferino, 28 – 20121 Milano) e alla Presidenza del Consiglio (trasparenzanormativa@governo.it – Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370 00187 Roma). Ognuno può scrivere il messaggio che sente purché BREVE, ma per comodità del copia-incolla suggeriamo un testo:

 

RIPENSACI PRODI! LIBERA VICENZA DALLA BASE AMERICANA DAL MOLIN

Vi invitiamo a privilegiare l’invio al Corriere che affogando in un mare di comunicazioni, sarà sollecitato a dare avviso ai suoi lettori della enorme (ci auguriamo!!) mobiliatazione dei cittadini.
INOLTRE… vi preghiamo di diffondere questo comunicato su tutti i siti, blog, quotidiani online, mailing list ecc… e annunciare l’operazione ”Prodi ripensaci” anche su giornali cartacei nello spazio lettere, o qualsiasi altro mezzo di informazione, bacheche circoli, associazioni, università, scuole, fabbriche ecc… (non dimenticate di mettere dove volete, il nostro blog promotore della campagna)
Certa della vostra mobilitazione vi invio un grazie con un abbraccio grande. Come ci si sente bene quando ci si mette in movimento!!!!
UN ABBRACCIO GRANDISSIMO

 

Franca Rame

 

‘Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività ‘resistere, resistere, resistere’ come su una irrinunciabile linea del Piave.’
Francesco Saverio Borrelli – 12 gennaio 2002

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