Partecipazione e impegno

Partecipazione e impegno

Oct. 13, 2008 - commento di un caro amico al referendum del SI al Dal Molin

LA LEZIONE DEL REFERENUDUM DI VICENZA

Può capitare che una persona mite, tranquilla, che vive del suo lavoro e degli affetti della famiglia, un giorno si trovi davanti a un evento che giudica insopportabile, intollerabile e decide di agire, e può agire scegliendo tra due strade, quella della violenza e quella della nonviolenza.

La prima via probabilmente lo mette al sicuro, il violento è vigliacco, nasconde il viso colpisce e fugge lasciando scie di sangue, nessuno sa chi sia, si nasconde dietro una sigla e una bomba. Ma il gioco si complica, capisce che per mettere fine all'evento che ha scatenato la sua rabbia deve necessariamente sovvertire il Sistema, deve avere lui il dominio sulle cose per decidere, lui deve diventare il Sistema: il suo obiettivo cambia.

La scelta nonviolenta è complicata, ammette solo una violenza: quella su sé stesso. Il nonviolento non si nasconde, mostra la sua faccia, si manifesta, si rende riconoscibile, dialoga, schiamazza per rendersi riconoscibile, accetta l'insulto e lo sputo, perché il nonviolento non vuol far male a nessuno, men che meno al suo avversario o al suo nemico. Il nonviolento sa che inizialmente sarà considerato una macchietta, ci vorrà molto tempo per essere riconosciuto come un portatore di istanze e solo allora verrà combattuto con ogni mezzo. Da quel momento ogni sua azione verrà enfatizzata in negativo dal suo avversario, troverà mille ostacoli, soprattutto perché le sue azioni andranno a scontrarsi contro forti interessi economici.

Questo è accaduto anche a Vicenza.



Alcune persone non volevano assolutamente che il loro territorio diventasse ancora di più una base di lancio per azioni di guerra nel mondo. Ci sono state persone che sentivano le loro mani lordate del sangue di fratelli ammazzati per mantenere un benessere a pochi e non potevano più tollerarlo. Si sono fatti coraggio e hanno reso palese il loro disagio, hanno deciso di spiegare ai loro concittadini, anche a coloro che su quei voli guadagnavano, che poteva esserci un modo pulito di vivere.

La storia del Dal Molin è rintracciabile in internet, per cui la tralasciamo, ma le molte azioni di coinvolgimento e di disturbo perché la base militare si allontanasse dal territorio vicentino sono state molteplici. E molte sono state le risposte dai politici che si sono succeduti al governo del Paese, ma andavano tutte in un'unica direzione: "quell'allargamento s'ha da fare!", arrivando alla soluzione finale del Consiglio di Stato che ha accolto la sospensione del referendum del 5 ottobre perché "ha per oggetto un auspicio del Comune al momento irrealizzabile", insomma perché a Roma hanno detto no. E mi è venuto in mente lo slogan "padroni a casa nostra" della Lega, che in questo caso ha accettato di essere un po' meno padrona; vorrei capire che cosa intendono costoro per essere padroni a casa loro.

Ma quel che è peggio è che non si sono sentite migliaia di voci allarmate per quello che stava accadendo o, forse, non sono state ascoltate dai media, ma un leader di partito non avrebbe dovuto parlare d'altro, un giornalista non avrebbe dovuto trattare altro argomento.

La deviazione fascista che ha preso questo paese è drammatica e, a opinione di chi scrive, non è iniziata con l'ultimo Governo, è partita un po' prima, da quando i politici, con la scusa di Berlusconi, si sono votati dei privilegi che hanno evitato la galera e la mano libera non solo a Berlusconi e ai suoi amici, ma anche agli amici del centrosinistra.

Quando parlo di Fascismo non intendo parlare di dittatura, cosa che ormai ci risulta facile associare, ma parlo di un autoritarismo che non lascia spazio al dialogo, non si va in galera per il reato di opinione, ma non si viene nemmeno ascoltati, la politica non è cosa del popolo.

Che non ci vogliono più ascoltare è stato chiaro con la decisione del Consiglio di Stato di annullare un referendum consultivo, dove si chiedeva solo un'opinione ai vicentini, non era un referendum che obbligava a intraprendere una strada (anche se abbiamo visto che cosa se ne fa delle scelte di un referendum un Paese a valenza fascista).



Io sono convinto che quel referendum coloro che non volevano la base del Dal Molin l'avrebbero perso, la nonviolenza non è un valore della maggioranza, avremmo già ritirato i soldati dall'Afghanistan, mentre il denaro è diventato il valore più grande, ha detronizzato Dio da un pezzo.

Ma era un segnale comunque forte che Vicenza dava al Paese e al mondo: l'autodeterminazione è sacra.

Poi i nonviolenti avrebbero comunque continuato la loro azione, dalla loro hanno la fantasia e la consapevolezza di essere nel giusto.

Una lezione da Vicenza comunque ci è arrivata, il referendum lo si è fatto, come aveva annunciato il sindaco, se non potevano usare le scuole avrebbero votato davanti alle scuole e così la gente si è accodata davanti ai molti gazebo, e considerando che i media avevano fatto capire che il voto era inutile, considerando i molti che avevano gioito per la sentenza del Consiglio di Stato, considerando anche la disaffezione per la politica, sapere che su 84.349 persone che potevano andare a votare 24.094 si sono presentate è un gran risultato.

Adesso le due fazioni strumentalizzeranno il risultato, coloro che non vogliono la base diranno che il 95,66% dei votanti non vuole la base, quindi il referendum da ragione a loro; quelli che invece la base la vogliono diranno che il 72,67% (ovvero coloro che non sono andati a votare e coloro che hanno votato no) sono favorevoli alla base, quindi si può porre la voce fine su questa vicenda.

Ma l'unico risultato vero che è emerso da Domenica è che 24.094 Vicentini hanno difeso il diritto di esprimersi, hanno fatto capire che la politica appartiene al popolo, che non sono disponibili a deleghe in bianco,quella di domenica è stata una grande giornata di educazione civica.

La persona mite, tranquilla che, indignata per quello che stava accadendo a casa sua, ha deciso di agire in modo nonviolento deve comunque essere felice: ha scoperto che un quarto dei suoi concittadini sono vivi, vogliono contare, partecipare, non sono disponibili a farsi calpestare, sono "padroni a casa loro".

Da parte mia mi sento di dover ringraziare i 24.094 Vicentini, al di là della loro preferenza, per la lezione di alta politica che hanno insegnato a tutti noi e soprattutto ai giovani.

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Sep. 24, 2008 - Martedi 30 settembre 2008 ore 19.00 - Consiglio Comunale di Caldogno

Carissimi che passate e ci leggete ogni tanto...vi invitiamo al prossimo consiglio comunale di caldogno...mancano pochi giorni e ci stiamo preparando con gli incontri dei 5 consiglieri del nostro gruppo coordinati dal capo gruppo consigliare LOVO SERGIO.

 

A giorni oppure ore...a seconda di quando arriva il bando portato dal Messo comunale, inseriremo gli ODG esatti ed eventualmente modificati.

 

 

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Sep. 24, 2008 - 5 ottobre - referendum contro la costruzione della BASE MILITARE a Vicenza

VICENZA E IL REFERENDUM DEL 5 OTTOBRE PROSSIMO

Il 5 ottobre prossimo i cittadini di Vicenza saranno chiamati a rispondere al seguente quesito referendario:
"E’ Lei favorevole alla adozione da parte del consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del
procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?"

Noi invitiamo i cittadini di Vicenza di andare a votare e di votare Sì.
È un momento importante per coloro che credono che la Pace si può raggiungere anche partendo dai piccoli gesti. Coloro che credono che il dialogo e l'armonia tra le genti è cosa possibile, seppur faticosa, non possono trascurare questo grande momento di vita politica, questa scelta a cui sono chiamati. Un momento che sicuramente non metterà la parola fine a questa vicenda, ma che evidenzierà la vocazione dei Vicentini alla bellezza e al rispetto di chiunque, sancirà la loro volontà a crescere senza il bisogno di scaricare bombe su altre cittadini lontani chissà quanti chilometri da loro.

Chi crede nella Pace, da non confondere con la vita pacifica, si presenti fiducioso alle urne. Coloro che si definiscono Cristiani per primi, la costruzione del Regno di Dio, a Vicenza, passa anche attraverso la croce posta sul Sì di una scheda referendaria.

Chi crede nella Pace non deve temere chi li insulta perché vedono minacciata la loro fonte di guadagno, costoro credono che la perdita della presenza a Vicenza dei militari statunitensi significa la rovina economica. Non è così, bisogna aiutarli a vincere le loro paure.

Forza Vicenza, rendi orgoglioso il tuo Paese!

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Apr. 18, 2007 - news sul dal Molin ... nel frattempo i consigli comunali vanno a rilento!!

video su il-boccale-di-vicenza.noblogs.org
foto su altravicenza.it e nodalmolin.it

Un gruppo di cittadini del Presidio Permanente NO DAL MOLIN ha occupato simbolicamente questa sera la Basilica Palladiana, simbolo di Vicenza e del suo patrimonio artistico. Sono donne e uomini, adulti e giovani che, come tanti vicentini, vogliono impedire la costruzione di una nuova installazione militare.
La nostra città, patrimonio Unesco, per le tante opere architettoniche che ospita, è minacciata dalla costruzione di una nuova base militare Usa presso l’aeroporto Dal Molin, situato ad appena 1500 metri in linea d’aria dalla Basilica.
Un’opera devastante, che la comunità locale contrasta da mesi, ma che Governo e amministrazione locale vorrebbero imporre contro la volontà – più volte espressa – dei cittadini. La Basilica che si trova di fronte a palazzo Trissino (sede del consiglio comunale) rappresenta da questa sera la sede dell’Altrocomune, luogo simbolo di tutti coloro che non si sentono rappresentati da quanti hanno svenduto la città per un pugno di dollari.
La nostra iniziativa ha un contenuto fortemente simbolico in difesa della città del Palladio, del suo territorio e del futuro dei suoi abitanti.
Dopo il 17 febbraio su Vicenza è calato il silenzio mediatico, ma il movimento ha continuato a vivere e costruire iniziative. In questi giorni l’ambasciatore Spogli, il generale Helmick e i vertici militari italiani si incontrano per discutere la realizzazione dell’installazione militare; si moltiplicano le voci di una possibile imminente firma del Governo per la cessione dei terreni. Noi vogliamo ribadire la nostra determinazione nel continuare a batterci pacificamente contro questa nuova base di guerra.
Alla vigilia del cinquecentenario del Palladio, il nostro territorio è minacciato dall’arroganza di quanti, a Vicenza come a Roma, vorrebbero decidere senza tenere in alcuna considerazione la comunità locale e la volontà dei cittadini.
Noi abbiamo sempre detto che il futuro è nelle nostre mani e che resisteremo un minuto in più di chiunque voglia costruire la base.
Questa sera abbiamo occupato la Basilica del Palladio per riappropriarci della nostra città e del nostro futuro.
Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione di giovedì 19 aprile – ritrovo ore 18 in piazza Matteotti – che si concluderà sotto le finestre del consiglio comunale in piazza dei Signori.
Vorrebbero mettere a tacere quanti sono contrari alla nuova base: col fragore delle nostre pentole faremo sentire quanto forte è la nostra voce.
Difendiamo la terra per un futuro senza basi di guerra.
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Mar. 8, 2007 - VICENZA: CITTADINI CONTRO IL DAL MOLIN CONTESTANTO CONSOLE GRAZE



La console generale degli Stati Uniti Graze è stata oggi contestata dai cittadini vicentini contrari alla costruzione del Dal Molin.

Miss Graze era in visita presso la Biblioteca pubblica Bertoliana; appresa la notizia un centinaio di persone, autoconvocate in mezz'ora attraverso sms, ha manifestato con bandiere e pentole davanti alla biblioteca e, con un pacifico sit it, ha bloccato e ritardato la ripartenza dell'auto della console.

Quella di oggi è solo l'ultima di tante iniziative che si sono svolte dopo il 17 febbraio a Vicenza contro la costruzione della nuova base; quel sabato decine di migliaia di persone avevano manifestato dietro lo slogan "resisteremo un minuto in più"; ricordiamo agli sbadati che il movimento vicentino è ancora qui, deciso a bloccare una nuova installazione militare nel proprio territorio. Il sit in pacifico di oggi ne è l'ennesima dimostrazione.


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Presidio Permanente NO Dal Molin
Via Ponte Marchese - Vicenza
www.nodalmolin.it
www.altravicenza.it

IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI
Difendiamo la terra per un domani
senza basi di guerra
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