L’intervento che Mi e Ci ha emozionato al Consiglio Comunale…altri cuori non ne ho visti…solo burocrati con cravatta per ricordare a se stessi che sono uomini… Bella questa donna!

Mercoledì, 15 Novembre 2006

Consiglio comunale straordinario di Caldogno, interventi per il NO: Imelda

Mi chiamo Imelda e dal 1985 sono residente a Caldogno. La mia casa confina con l’aeroporto, solo il fiume mi separa.
Da maggio di quest’anno sento parlare di un progetto, una caserma in stile palladiano, al Dal Molin.
Questa follia mi sconvolge e mi fa arrabbiare.
Come ho detto, da mesi seguo costantemente questa vicenda, ho partecipato alle riunioni dei comitati, leggo attentamente i giornali e qualche riflessione l’ho fatta.

Ritengo che questa caserma sia INUTILE, DANNOSA, COSTOSA e voglio spiegare perché.
INUTILE perché in tutta Europa le caserme vengono dimesse: non le vuole più nessuno.
Non a caso questa 173ma brigata, che ora è in Germania, vuole venire a Vicenza al Dal Molin.
Mi domando perché questa invasione militare del nostro territorio se noi siamo per la pace?
Le loro basi in America sono lontane dai centri abitati. Perché proprio al Dal Molin, che è inserito nel tessuto cittadino, mettendo in pericolo la vita di chi ci vive attorno, con il beneplacito di certi politici?

DANNOSA per le nostre falde acquifere, per l’aria che respiriamo, per l’inquinamento acustico, ambientale, per la nostra sicurezza che certamente non sarà più come prima e per la svalutazione delle nostre case.
Tutto questo mi rammarica e alla luce dei fatti che tutti possiamo vedere Vicenza e Caldogno non saranno di certo la culla della sicurezza.

COSTOSA perché sono convinta che a pagare saremmo sempre noi anche per loro.
Non vedo nessun beneficio, se non per pochi, con il disagio di tanti.

La mia esperienza mi ha insegnato.
Sono orfana di una delle tante vittime civili del bombardamento al Dal Molin del 18 novembre 1044 e so che con le armi non si costruisce la pace ma solo lacrime.
Lasciamo la nostra terra italiana ai nostri giovani, ai nostri figli, nipoti.
Sono mamma, nonna e io la penso così.
Ringrazio il Sindaco per questi 3 minuti di democrazia che ai cittadini di Vicenza è stato negato.
Grazie




per contatti info@altravicenza.it

 

 

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Intervento al CONSIGLIO COMUNALE di ieri sera 15 novembre dedicato Al DAL MOLIN

 

Intervento del Consigliere EVARISTO ARNALDI                              15/XI/2006

 

Ho ascoltato le ragioni del si e le ragioni del no, via carta, via tv e via internet, ho fatto incontri con persone, poca piazza e manifestazioni in questo periodo.

I principi che hanno ispirato il mio vivere sono stati sempre quelli della convivenza, tolleranza, l’amore per il prossimo, piccolo o grande che sia, bianco o nero e questi li ho messi in pratica nella mia professione, nel mio modo di spenderei soldi e di costruire relazioni significative o meno.

Ho servito la patria, quella degli ultimi, con 21 mesi di servizio civile dedicato all’accoglienza degli immigrati, e dei ragazzi con problemi famigliari e di carcere, ma il servizio è venuto accettando una legge dello stato italiano che permetteva agli obiettori di coscienza al servizio militare di non andare in prigione per diserzione alla leva obbligatoria.

Oggi mi trovo davanti ad una delle tante battaglie sulla democraticità di certe scelte, al bivio sul futuro della qualità della vita, dei servizi alla città e a quella strana cosa che da cinquant’anni è chiamata dai più buoni ”ospitalità degli americani, che ci hanno salvato dalla fame” dagli altri un po’ più pungenti ”il colonialismo post guerra degli usa sull’Europa”.

 

Il mio cuore è tranquillamente antimilitarista, a favore dell’art 11 della costituzione che rispetto, contro il sistema Bush di gestire la politica internazionale e non ho niente contro gli americani e l’america del nord in sé, c’ho studiato, ho parenti  laggiù, vivono degli amici e tutti noi abbiamo qualcosa di buono da spartire con questi bianchi e neri che parlano americano.

Ma l’intelletto che utilizza la logica, compara le informazioni, ti obbliga a delle valutazioni ferree che non ti lasciano scampo, in lungo e in largo sul tema di :

 

1)      cosa vogliono fare ancora gli americani in territorio europeo e in questo caso italiano e a maggior ragione Vicentino con l’aumento della base di addestramento militare e comandi di aviazione? AMICI

2)      Cosa vogliono essere gli americani quando nella loro finanziaria di quest’anno mettono in bilancio alcune centinaia di milioni di dollari alla voce Vicenza – Italy per l’ampliamento della presenza militare a nord est europa? AMICI?

3)      Che mondo stanno sognando gli americani al di là del medio oriente o dell’oriente stesso? Condividono con noi italiani, o meglio europei, le eventuali preoccupazioni del perché dall’Africa arrivano giorno dopo giorno degli uomini neri affamati di lavoro, pace e benessere?

4)      Che Vicenza amica vogliono questi amici americani?

·        Una città libera di accoglierli come portatori di pace e benessere,

·        di opere stradali a servizio della cittadinanza senza niente in cambio,

·        di sicurezza che non si diventerà tutti ostaggio della paura terrorismo

 

Ma la domanda a cui si vorrebbe rispondere tutti è: che senso hanno ancora questi amici americani in massa ad occupare suolo cittadino, in un’ipotetica difesa da chi?

Anche noi piccoli amministratori abbiamo pur un’idea di che paese sia questo sistema ITALIA e del suo futuro, e come dovrebbero vivere i suoi abitanti e anche se non ci competerà sulla decisione finale anche io esprimo il mio voto CONTRARIO all’allargamento della CASERMA EDERLE sull’intero territorio Vicentino senza scuse sul Dal MOLIN come area strategica.

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Occupiamoci della faccenda Dal Molin! qui non c’entrano destra o sinistra . La spaccatura è solo strumentale. Qui sono in gico il senso civico e il rispetto per i cittadini, doti che sembrano mancare alla maggior parte dei nostri amministratori’

…omissis…Fin da piccolo mi domandavo: perchè abbiamo bisogno di loro? Qualcuno mi diceva ‘se non fosse stato per gli amoericani saremmo tutti morti di fame’ e ci credo. Inoltre molti vicentini ora intrattengono relazioni di commercio o relazioni famigliari con qualche statunitense. E’ giusto mantenere con essi dei buoni rapporti. Ma per la città sarebbe un bene maggiore ora vedersi alleggerita della loro presenza, non essere ipotecata così pesantemente nel suo futuro con la costruzione di strutture che ne condizioneranno la vita per molti anni. Voglio ringraziare gli americani perchè 60 anni ci hanno fatto del ‘bene’…ma ora non potrebbero lasciare l’orto di casa nostra un pò più al sole?…

Hanno deciso in questi giorni di costruirsi un muro altissimo lungo tutto il confine con i messicani (1000 km)…Padroni di chiudersi dentro a casa loro! Resta inteso che questo non è il modo più fraterno per condividere.

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Documento di un cittadino di caldogno per la commissione norme e statuti e il sindaco

Comitato per i Diritti dei Cittadini

ADERENTE ALL«UNIONE PER LAUTOGOVERNO»

www.autogoverno.org e-mail: dirittideicittadini@goldnet.it

Al Chiar.mo Sindaco

MARCELLO VEZZARO

Via Dante Alighieri, 97

36030 Caldogno (VI)

Oggetto: petizione ai sensi dell’art. 32 dello Statuto comunale.

Il «Comiitato per ii diiriittii deii ciittadiinii» è formato da persone che non si riconoscono negli

attuali partiti politici italiani. Con la sua azione intende, tra l’altro, tutelare anche quei cittadini

che disertano le urne, o praticano il cosiddetto ‘sciopero del voto’. Una percentuale,

quest’ultima, oramai attestatasi intorno al 40% degli aventi diritto.

Nello spirito autentico della democrazia il «Comiitato per ii diiriittii deii ciittadiinii» persegue

l’obiettivo politico di far amministrare ordinariamente la pubblica amministrazione agli eletti, e

di consentire il ricorso alla volontà della maggioranza dei cittadini per ogni evento che esuli

dall’ordinario, valere a dire: più democrazia per le nostre istituzioni.

Nella fattispecie, si sottolinea che un ‘contratto polliitiico’ qual è la Costituzione, acquista

il suo senso e la sua dignità solo in quanto la cessione di sovranità (art. 1, Comma 2, della

Costituzione) da parte dei cittadini nei confronti dei loro rappresentanti, sia sempre inferiore a

quella che riservano per sé sui fatti, ed i benefici che i contribuenti ricevono dall’organizzazione

dello Stato e dagli Enti locali siano superiori o almeno eguali a quanto essi sacrificano allo

Stato medesimo pagando le tasse: due condizioni che non sempre esistono nell’attuale

organizzazione politica del nostro paese.

Non bastasse ciò, riteniamo utile sottolineare che nella Costituzione non c’è alcun cenno

che gli elettori, mediante il voto cedano la loro ‘sovraniità’ ai ‘rappresentantii deii partiitii’. Al

contrario, nell’art. 49 della Costituzione il termine partito è citato una sola volta; neanche due

righe su 1.186, poco più dell’uno per mille di tutto il testo costituzionale. Un po’ poco per dei

partiti che pretendono di venire addirittura prima, di essere, in sintesi, più importanti della

Costituzione. Insomma 20 striminzite parole e solo per dire, quasi di malavoglia, che i cittadini

hanno il diritto (possono, ma non è obbligatorio e forse neanche opportuno) di organizzarsi in

partito. Niente è detto a proposito del ruolo, della missione, della opportunità, della

indispensabilità dei partiti, che in ogni caso sono chiamati a CONCORRERE con metodo

democratico a determinare la politica nazionale. Inutile cercare altrove nella Costituzione il

benché minimo riferimento o traccia del o dei partiti.

Non si trascuri, inoltre, che i governanti italiani, a suo tempo, ebbero ad approvare la

bozza di Costituzione europea, implicitamente approvando ciò che appare – non come un

fronzolo o decorazione – nel suo frontespizio. E cioè:

Si chiama democrazia perché il potere non è nelle mani

di pochi, ma dei più. Tucidide II, 37

1

Fatte queste necessarie premesse, il «Comiitato per ii diiriittii deii ciittadiinii», invita il

Sindaco di Caldogno (VI) ed il suo Consiglio comunale, a realizzare le seguenti modifiche allo

Statuto, in armonia con la Carta europea delle autonomie locali, la legge 8 giugno 1990, n.

142, denominata «Ordinamento delle autonomie locali», la Legge 3 agosto 1999, n. 265,

denominata «Più autonomia per gli enti locali», ed il successivo Decreto legislativo 267-2000

«Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali».

Avvertenza: la petizione propone di togliere le parole o i testi in rosso e barrati, per sostituirli

con le proposte evidenziate in colore blu:

Art. 31

(Referendum consultivo)

Argomentazioni: già con la Legge n. 265-1999 è venuta a mancare la definizione di

‘consultivo’, lasciando spazio agli effettivi referendum di ‘iniziativa’ e/o ‘abrogativi’ o di

‘revisione’. Del resto la Corte costituzionale, con la sentenza n. 334/2004 chiarisce benissimo

in cosa consista: «…dal momento che il referendum ha carattere consultivo e non priva il

legislatore nazionale della propria assoluta discrezionalità quanto all’approvazione della legge

che…». Dunque, per analogia, anche il Consiglio comunale è libero di non tener conto dell’esito

referendario. Ovvero, il Consiglio comunale, in caso di referendum consultivo può ignorare la

sovranità popolare. Con queste premesse, a cosa può mai servire un referendum ‘consultivo’?

1. In materia di esclusiva competenza comunale è ammesso il referendum consultivo. di

iniziativa, abrogativo o di revisione.

2. Si fa luogo a referendum consultivo:

a) qualora sia deliberato dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei consiglieri

assegnati al comune;

Argomentazioni: il Consiglio comunale ha ampie facoltà di deliberazione e consultazione della

popolazione. Non si comprende perché dovrebbe anche legittimarsi ad indire un referendum,

che notoriamente è uno degli strumenti attraverso i quali i cittadini esercitano

democraticamente la loro sovranità.

b) qualora sia presentata richiesta da parte del 9% di non meno di 100 e da non più

di 200 cittadini aventi diritto di voto secondo quanto previsto dal regolamento.

Argomentazioni: Con il Decreto l.vo 267-2000, i sottoscrittori di una qualsiasi lista che si

proponga l’elezione del Sindaco e rispettivi Consiglieri comunali a Caldogno, è di non meno di

100 e da non più di 200 cittadini aventi diritto di voto (per i Comuni, appunto, da 10.001 a

20.000 abitanti). Ora, poiché tale cifra consente l’elezione di più Consiglieri comunali che

durano in carica e deliberano per 5 interi anni su innumerevoli materie; può essere ritenuto

sufficiente il numero indicato per deliberare una sola volta l’anno, su un solo argomento, da

parte dell’intero corpo elettorale. Pretendere che il 9% degli aventi diritto al voto sottoscriva la

proposta d’indire un solo referendum, appare più come una limitazione all’esercizio del

referendum stesso, che non una precisa volontà di lasciar esercitare uno degli strumenti

fondamentali della democrazia e della sovranità popolare.

3. Non è ammesso il referendum consultivo sulle seguenti materie:

a) tributi e tariffe,

b) provvedimenti a contenuto vincolato definito da leggi statali o regionali.

2

1. Il quesito referendario deve essere espresso con chiarezza e deve riguardare un’unica

questione, di grande rilevanza per la generalità della popolazione e deve essere volto a

modificare o ad abrogare un’iniziativa già assunta dagli organi di governo del Comune;

oppure una «iniziativa», per mezzo del quale s’intende proporre allo stesso

governo comunale, deliberazioni ugualmente rilevanti per l’intera comunità.

4. Il consiglio comunale nel caso previsto dal comma 2 lettera b) decide sulla ammissibilità

del referendum.

5. Per un periodo di almeno cinque anni dallo svolgimento di un referendum non è

ammessa la proposizione di un altro referendum sul medesimo o analogo oggetto.

6. Qualora più referendum siano promossi nello stesso periodo di tempo, ne sarà favorito

lo svolgimento contemporaneo.

7. Entro trenta giorni l’esito del referendum, che è valido con qualsiasi numero di

votanti, è comunicato dal Sindaco al Consiglio comunale, che dovrà farne oggetto di

discussione, e reso noto con adeguata pubblicità alla popolazione. deliberando

conseguentemente all’esito referendario.

8. Il regolamento disciplina le modalità per la raccolta e l’autenticazione delle firme dei

richiedenti il referendum, per la pubblicazione dello stesso, per lo svolgimento delle

operazioni di voto, per la sua eventuale revoca.

Argomentazioni: il punto 5, va’ eliminato per evidente conflitto d’interessi. Già nel Diritto

Romano si affermava: «quis custodiet custodes?». Infatti, i cittadini ricorrono al referendum

quando ogni altra possibilità d’intervenire sul Consiglio comunale è loro preclusa. Non può

quindi essere il Consiglio comunale che decide sull’ammissibilità del referendum stesso. Al

punto 7, va’ aggiunto l’impegno del Consiglio comunale a deliberare in senso referendario,

giacché viceversa non si capisce a quale scopo è indetto l’esercizio referendario. Quale

democraticità dimostrerebbe poi un Consiglio comunale (una minoranza di eletti) che votasse

contrariamente a quanto determinato dalla maggioranza degli elettori di un referendum?

Anche sul numero dei votanti è importante fare qualche osservazione. Se, infatti, il voto è la

libera manifestazione di un diritto democratico costituzionalmente sancito, non si capisce

perché coloro che non desiderino esercitare tale diritto debbano necessariamente essere

computati nel novero delle espressioni negative, anziché positive o astensioniste. Pretendere

quindi un’affluenza del 50% + 1 dei votanti (come per esempio nei referendum abrogativi

nazionali), affinché la consultazione possa considerarsi valida, costituisce un ingiustificato

potere giuridico negativo ai non partecipanti al referendum stesso, il che, come dovrebbe

essere noto ad ognuno, è contrario allo spirito della democrazia, ed è una palese limitazione

del libero esercizio di un diritto democratico costituzionalmente sancito. Un concetto, del resto,

ribadito nella modifica all’art. 123 della Costituzione: «Lo statuto (regionale Ndr) sottoposto a

referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.»

Art. 32

(Istanze, petizioni e proposte di delibera di cittadini singoli o associati)

1. Ai cittadini singoli o associati viene data facoltà di iniziative, finalizzate alla migliore

tutela degli interessi collettivi, tramite:

a) istanze, che devono riguardare iniziative degli organi di governo comunale e devono

essere volte ad impedire o a modificare tali iniziative;

b) petizioni, che servono ad invitare gli organi di governo comunale ad assumere

iniziative nei confronti di specifiche situazioni;

c) proposte di deliberazione

3

2. Istanze, petizioni o proposte di deliberazione, di cui al precedente comma, vanno rivolte

al Sindaco che ne dà informazione alla Giunta comunale e ne promuove il tempestivo

esame da parte dei competenti uffici.

3. Entro trenta giorni il Sindaco comunica ai cittadini interessati gli esiti dell’istruttoria, con

riserva di fornire le determinazioni conclusive entro un ulteriore termine di trenta giorni,

ove reso necessario dalla complessità della materia, esplicitando in ogni caso i motivi

degli eventuali dinieghi.

4. Qualora le istanze e le petizioni siano sottoscritte da almeno cinquanta cittadini, il

Sindaco deve darne comunicazione al Consiglio Comunale.

Le proposte di deliberazione debbono essere sottoscritte da almeno duecento 100 e da non

più di 200 cittadini iscritti nelle liste elettorali e vanno votate in Consiglio Comunale entro tre

mesi dalla loro presentazione.

Argomentazioni: valgano le considerazioni già espresse più sopra.

Art. 35

(Difensore Civico pluricomunale)

1. Il Comune può partecipare all’istituzione di un Difensore Civico con ambito di azione

sovracomunale d’intesa con altri enti territoriali.

2. Il Comune può aderire ad intese, già raggiunte da altri enti territoriali, relative

all’istituzione del Difensore Civico con ambito di azione sovracomunale.

3. Le deliberazioni di cui ai commi precedenti sono assunte dal Consiglio Comunale a

maggioranza assoluta dei consiglieri in carica.

4. Un’eventuale deliberazione di revoca ha effetto soltanto dopo sei mesi dalla sua

esecutività.

1. A garanzia del buon funzionamento dell’Amministrazione, nei confronti dei

cittadini, è istituito il ruolo del Difensore civico (in conformità all’art. 8 della

Legge 8 giugno 1990, n. 142) il quale svolge il ruolo di garante dell’

imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale,

segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i

ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

2. Il Difensore civico sarà eletto direttamente dai cittadini in forma coeva all’

elezione di Sindaco e Consiglieri comunali, tra i candidati che presenteranno la

loro candidatura (entro i termini previsti per l’elezione di Sindaco e Consiglio

comunale) sottoscritta da non meno di 100 e da non più di 200 elettori di

questo Comune.

3. Il Difensore civico avrà il compenso previsto per i Consiglieri comunali, e non

avrà vincoli di orario e presenza.

4. È responsabilità del Consiglio comunale, dotare l’ufficio del Difensore civico di

tutti gli strumenti necessari ed idonei alla svolgimento del suo ruolo di

garante.

5. Il Difensore civico, qualora rilevi, nello svolgimento delle proprie attribuzioni,

che dipendenti dell’Amministrazione si sono comportati in violazione dei

doveri agli stessi imposti dalla disciplina contrattuale vigente, o dal Codice di

comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, lo segnala

immediatamente con tutte le indicazioni necessarie, al soggetto competente,

secondo l’ordinamento dell’Amministrazione, a procedere alla contestazione

dell’addebito. Questi, ricevuta la segnalazione, procederà nei tempi e con le

modalità della disciplina vigente. Nel caso in cui le inadempienze siano

imputabili ad organi politici dell’Amministrazione, il difensore lo segnala

immediatamente, con tutte le indicazioni necessarie, al Sindaco il quale porrà

la questione all’ordine del giorno della prima seduta consigliare utile

immediatamente successiva alla segnalazione. Il Consiglio comunale dovrà

4

formalmente pronunciarsi sulla questione sottoposta alla sua valutazione. Nei

casi previsti, dovrà essere deferito all’autorità competente, ai sensi dell’art.

40, della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modificazioni.

• argomentazioni:

• Il Difensore civico è un’importante figura di garanzia contenuta nella legge 142/90. E se

questa lo prevede in forma facoltativa, non esime un’avveduta amministrazione

pubblica dall’attivarlo.

• Incongruo è appellarsi (per una mancata istituzione di questo ufficio) alle limitate

dimensioni del nostro Comune, poiché le garanzie che tale figura deve materializzare

sono di trasparenza democratica che esula da questioni di grandezza, ed affronta

questioni di sostanza del buon operato dell’amministrazione stessa. Esempio:

l’ammissibilità dei quesiti referendari.

• Improponibile (come avviene, in qualche caso, altrove) che questa figura sia nominata

dall’amministrazione pro tempore. Se il difensore civico, è il difensore dei cittadini nei

confronti di eventuali abusi, disfunzioni etc. dell’amministrazione, può essere quest’

ultima (il Controllato) a nominare il Controllore? Già nel Diritto Romano si affermava:

«quis custodiet custodes?». Non bastasse si confronti: ‘Il Resto del Carlino‘ (cronaca

di Bologna) del 22 gennaio 2000. Occhiello: «La proposta del procuratore: Ennio

Fortuna» (attualmente Procuratore Generale a Venezia. Ndr). Titolo: «Il difensore

civico? Lo eleggano i cittadini». Lo dichiara Ennio Fortuna, che afferma: «…da questo

punto di vista siamo gli ultimi in Europa… la figura del ‘mediateur’ europeo è al servizio

di tutti i cittadini, inoltre perché questa lacuna può configurare da parte dell’Italia la

violazione di precise norme costituzionali, in particolare degli articoli 2 e 3 sui diritti

fondamentali dei cittadini.». Il Procuratore capo bolognese prosegue: «…il difensore

civico eleggiamolo direttamente… credo che (tale figura. Ndr) debba essere sganciata il

più possibile dal potere politico… non credo ad una persona nominata dall’ente del quale

deve poi controllare l’attività e dalla quale dipende ed è pagato… tanto meno quando lo

si nomina a vita… bisogna renderlo indipendente dal potere politico…».

• Che senso ha, poi, che il contribuente sostenga le spese per l’ufficio del Difensore

civico, se lo priva d’una qualsiasi capacità di ‘garanzia‘ sanzionatoria o deterrente?

• Le proposte qui fatte possono essere modificate. Tuttavia il princìpio dell’elezione

diretta, come quello sanzionatorio non possono essere elusi, né privi di precisi dettami,

da demandarsi, ovviamente, al regolamento.

Importante:

Dato l’interesse generale della presente Petizione, si fa formale richiesta al Sindaco,

affinché i rappresentanti del proponente «Comiitato per ii diiriittii deii ciittadiinii» siano invitati alle

discussioni che l’apposita Commissione consigliare andrà a materializzare sul documento.

Parallelamente e sempre in considerazione dell’interesse generale per la

cittadinanza, s’invita il Sindaco a fornire tempestivamente copia della presente

Petizione a tutti gli organismi inseriti nell’Albo dell’Associazionismo tenuto presso la

Segreteria del Comune di Caldogno, al fine di consentire (se lo desiderano) uguale

partecipazione.

Infine, per le ragioni dianzi descritte, e per una migliore fruibilità, s’invita

l’Amministrazione comunale a pubblicare i regolamenti degli istituti di partecipazione,

nel sito Internet del Comune di Caldogno.

Ringraziando per l’attenzione, ed al piacere di comunicazioni in merito, con cordialità

salutiamo.

Caldogno, martedì 7 novembre 2006

p. Comitato per i diritti dei cittadini

(Enzo Trentin – tel. 3488121676)

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Articoletto riassuntivo in discussione per pubblicazione su Caldogno

 

Il gruppo dei consiglieri della lista ”partecipazione e impegno” eletti alle ultime elezioni sono stati nominati alle seguenti Commissioni operative del Comune di Caldogno:

  1. il candidato Sindaco Arnaldi Evaristo  Unione dei Comuni
  2. Nizzoli Sergio                                    Commissione Territorio e Bilancio
  3. Luca Scalco                                      Commissione Sport, cultura e Tempo libero.
  4. Gianni Benozzato                               Comitato Sc. Materna, Vice Presid. Socio Sanitaria
  5. Sergio Lovo                                       Commissione Territorio e Statuti e Regolamenti

 

Questi consiglieri ringraziano le persone che hanno scommesso sul loro programma di lavoro amministrativo, hanno avuto il contatto diretto durante la campagna elettorale ma anche anni di radici di impegno nel paese di Caldogno in favore di un miglioramento della qualità della vita del territorio stesso, intesa come salute fisica, relazionale, educativa, di fruizione di servizi dedicati alla cittadinanza.

Ovvio che il nostro impegno sarà quello di continuare nelle realtà dove siamo inseriti, volontariato, tessuto sociale amministrativo, le parrocchie, la salute e la sanità pubblica, la cultura e di fare in modo che le parole si trasformino in atti concreti e di esempio vi siano i nostri passi di questi primi mesi di amministrazione del nuovo Sindaco Marcello Vezzaro.

 

1.       Nella nomina delle commissioni operative ci siamo indirizzati ad un preciso interesse ed area di impegno tradizionale personale, che faccia parte delle nostre conoscenze e competenze professionali.

2.      Abbiamo, e stiamo operando insieme, in molti casi, con i due rappresentanti della Lega Nord per controllare e stimolare la maggioranza che amministra, alla fedeltà verso il cittadino. Uno dei nostri obiettivi e far emergere le profonde divergenze di appartenza partitica che stanno alla base dell’amministrazione attuale, che rischiano di far continuare il paese nello stato in cui si sono vissuti gli ultimi 15 anni, tarpando le ali ad un nuovo corso di fare amministrazione per il bene di tutti i cittadini e soprattutto per il loro futuro rispettato.

3.       La nostra amministrazione di minoranza è stata propositiva, quindi le scelte vengono vagliate, valutate e poi si decide anche per un’eventuale approvazione dei vari odg nei consigli comunali, nel rispetto della libertà personale, anche all’interno del nostro gruppo di minoranza. Il lavoro consigliare non si esaurisce nella seduta pubblica, ma i consiglieri si trovano una volta alla settimana per lo studio degli indirizzi dati di settimana in settima dalla GIUNTA, organo operativo e governativo del paese insieme al sindaco.

4.      Abbiamo accolto con piacere alcuni passi verso : l’arredo urbano, sistemazione strade e soprattutto marciapiedi del centro, di Rettorgole e il piano delle opere riguardanti le fognature nei prossimi 2 anni anche se abbiamo lamentato il fazioso procastinare la sistemazione delle vie a pettine di Rettorgole e la Via Gardellina che scaricano tutto nelle rogge.

5.       Il nostro forte no ha visto il dibattito intorno all’accensione di un nuovo mutuo presso la cassa deposti e prestiti di 450 mila euro per il progetto C4 (Centro di Cultura Contemporaneo Caldogno) dove altri ipotetici 450 mila euro verranno dalla Regione Veneto per la sistemazione del Bunker della Villa Caldogno, quando invece si è puntato per dare al paese una nuova palestra a Rettorgole, un Servizio di medicina di base a Cresole, e una riprogrammazione della viabilità a Caldogno compatibile con tutte le zone abitative delle Varianti al PRG approvate dalla scorsa amministrazione.

6.       Altro no andrà per quei 750 mila euro per costruire a spese di tutti la parte mancante dell’anello stradale voluto dal sindaco precedente tra la via Molinetto e la zona artigianale di Via Pasubio.

7.      Ma soprattutto il nostro impegno d’onore contro la base americana in allargamento sull’aereoporto dal Molin confinate con la Zona Lobbia che ne conserva il cono di Volo, attuale polo dove stiamo concentrando le nostre energie e il lavoro che ha portato, dopo due delibere consigliari inattese, alla discussione di questa materia il 15 novembre scorso

 

Continuate visitare http://partecipareacaldogno.spazioblog.it  mail: partecipazioneeimpegno@yahoo.it

O contattateci al numero 3925185291 – o nella mattinata del sabato dalle ore 10. alle ore 12.30 presso il Municipo di Caldogno in Via Dante, n°75 presso l’ufficio messo a disposizione per i consiglieri!

Cogliamo l’occasione per mandare a tutti i cittadini i MIGLIORI auguri per Le FESTIVITA natalizie e per un Buon INIZIO di nuovo anno 2007

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Domani sera in CONSIGLIO COMUNALE a Caldogno la compagnia delle pignatte

 

Il no in movimento

¡¡ L’Assemblea che riunisce i comitati del no ha chiesto un incontro a Parisi e manifesterà

sotto il ministero il 24 novembre. Giovedì alle 9, alla coop Insieme, è previsto invece un incontro pubblico. Gli aderenti manifesteranno anche domani al municipio di Caldogno, prima del Consiglio monotematico sul Dal Molin, per poi restare in silenzio: sono infatti previsti 11

interventi dei gruppi del ‘no’ e 11 per il ‘sì’, ma solo da parte di cittadini calidonensi. Alla manifestazione del 2dicembre hanno finora aderito 3 partiti nazionali: Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione.

 

L’assemblea ieri ha ribadito che sarà un corteo «rumoroso, ma del tutto pacifico».

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IL caso dell’aereporto e caserma militare USA di Vicenza al consiglio comunale di Caldogno – mercoledi sera ore 20 sala consigliare

 

Caldogno presenta l’ordine del giorno del consiglio

La scelta in Comune

¡¡ È stato comunicato in forma definitiva l’ordine del giorno che il 15 novembre verrà discusso dal Consiglio della città calidonense: si tratta ovviamente del documento relativo al caso Dal Molin, sul quale Caldogno ha chiesto di poter esprimere il proprio parere.

I desideri della città, manifestati nei giorni scorsi, sono stati più che accontentati: oltre al voto

in aula, il sindaco Vezzaro ha anche ottenuto un incontro con il ministro Parisi, fissato proprio il giorno prima della discussione in Consiglio.

La seduta del 15 sarà aperta al pubblico, ma secondo le seguenti regole: sono previsti due interventi di dieci minuti dei rappresentanti del sì e del no, più altri venti pareri da tre minuti dei

sostenitori. Tutti, comunque, dovranno essere cittadini di Caldogno e potranno partecipare presentando apposita domanda scritta presso l’Ufficio Protocollo del Comune tra sabato 11 e

martedì 14.

 

Sul fronte delle ”misure preventive”, sarà assolutamente vietata l’esposizione di manifesti, bandiere

e l’uso di mezzi di amplificazione sonora, mentre sarà consentito l’accesso in sala consiliare a 80 persone, fino ad esaurimento posti.

 

VI ASPETTIAMO!!

Evarsito, Sergio L., Luca, Gianni e Sergio N

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Le commissioni Consigliari

1. IL SINDACO – Marcello Vezzaro – Commissione per Formazione elechi GIUDICI popolari

2. ASSESSORE e VICE SINDACO – Ferronato Nicola – allo sport, sanità e sociale

3. ASSESSORE – Capozzo Ferdinando – al personale, sicurezza e associazionismo – commissione per elenco giudici popolari, comitato Unione dei Comuni

4. ASSESSORE – Gollin Fabio all’istruzione, statistica, informatica e politiche giovanili

5. ASSESSORE – Meneguzzo Ivano all’ecologia e turismo – Comitato scuola materna

6  ASSESSORE – Moschini Alberto all’edilizia privata – urbanistica

7. ASSESSORE – Pozzato Luigi ai lavori pubblici, patrimonio, attività produttive, commercio e protezione civile

8. Ex SINDACO ASSESSORE – Costantino Toniolo alla Cultura e Biblioteca

 

le nostre e vostre facce sul sito del comune di caldogno

 

le commisioni vere e proprie a presto con un sunto dell’attività consigliare degli ultimi mesi…comprese le serate bollenti sui nostri no e quelli del gruppo minoranza con la Lega..stimao lavorando e studiando i movimenti della GIUNTA ogni lunedi sera … a presto con la serata ALLARGATA a tutto il gruppo sostenitore della campagna elettorale.

 

evaristo

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3 CONSIGLI COMUNALI e nominate le varie commisioni operative

Si! dalle elezioni di maggio 2006 scorso siamo passati per la distribuzione delle cariche che permette l’avvio dell’attività amministrativa, con il nostro gruppo di 5 consiglieri siamo presenti in tutte le ufficiali con 2 membri ed un minimo di 1, abbiamo in qualche modo distribuito i compitri anche con i consiglieri di Lega.

Argomenti trattati e bollenti sono stati commissioned el territorio (che la legge prevederebbe di cancellare già dal 2000 con LN tetso unico sugli enti locali, come per le rappresentanze nei comitati SCUOLA elemenare, Biblioteca, Pro Loco), la tragedia dei 2000 militari in più nell’aereoporto ‘Dal MOLIN’ di Vicenza, confinante con Caldogno (cono di volo) … i comitati per il no hanno raccolto più di 8.000 firme….2 delibere comunali (giunta e consiglio), 2 interrogazioni e la mozione di ieri sera 9 agosto, votata e mediata per accontentare tutti.

2 variazioni di bilancio, la più grosssa per il progetto C4 ( centro di arte contemporanea caldogno) con la regione veneto.

 

Ci vediamo asettembre, metteremo online le nomine e i riferimenti per caldogno nei vari settori di ineteresse e qualche commento su delibere e discussioni!

 

evaristo

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messaggio del candidato sindaco

Come consigliere uscente ho voluto, per rilanciare le nostre idee, creare un momento aggregativo di forte impatto, una Lista Civica e candidarmi Sindaco di Caldogno.

 

Attorno al significato profondo di cosa è stato per me e per molti altri cittadini impegnati nel nostro paese, pensare e adoperarsi per la cosa pubblica, ne è scaturito il moto attorno al quale abbiamo costruito tutto il programma, le strategie e le cose che vi proponiamo: la Partecipazione.

 

La nostra Lista

– ”Partecipazione e impegno” non è solo un elenco di persone diverse dagli altri, ma un gruppo di cittadini con variegate competenze legate alle loro esperienze professionali.

– ”Partecipazione e impegno” è ricca di progetti e di tutte quelle risorse umane che possono esprimerli perché abbiamo costruito la nostra forza nella dedizione costante alle attività del paese, desiderandolo migliore, che abbia il coraggio di affrontare il futuro con certezze.

 

Queste pagine non sono come quelle di ”Amministrare Insieme” dove usano la testata ”comunità e territorio” di 16 pagine patinate, dove troviamo solo opere edili esaltate come significativi risultati, ci mancherebbe altro, ci deve essere anche questo. Ma dove sono le parole, i progetti, il programma per la cultura che ridia anima al nostro vissuto di cittadini che lavoriamo e paghiamo i tributi?

 

Non abbiamo mai accettato e non accettiamo, di far parte di quel sistema di ”reclam” o di ”propaganda” fatto di ingenti risorse pubbliche (testi, giornalini, contratti televisivo-giornalistici), usando più di 100.000 euro in 5 anni, per mostrarsi a senso unico.

Alle minoranze hanno prospettato solo il trafiletto ben contenuto, di misura, lo zuccherino.

 

Diciamo basta a pagine che non spiegano al cittadino quali sono le leggi o i provvedimenti che lo aiutano a capire come pagare l’ICI, chiedere finanziamenti per le energie rinnovabili, la diminuzione delle tarifffe di legge o dei canoni acqua, affitti, gas, rifiuti.

Proponiamo per questo un nuovo servizio al cittadino: l’URP, Ufficio Relazioni con Pubblico e la disponibilità giornaliera di colloquiare con il Sindaco e la giunta con i suoi assessori, non solo su orari di ricevimento fissi.

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